Finanza, continuavano a chiamarla Trinità


23 maggio 2016
Il 21 maggio, a Sendai (Giappone) si è concluso il G7. «Nel corso della due giorni – scrive Repubblica.it – le autorità finanziarie delle maggiori economie mondiali si sono confrontate su temi come l’uso di politicamonetaria, spesa pubblica e riforme a lungo termine in relazione all’obiettivo comune della crescita, per virare in conclusione su lotta al terrorismo, evasione fiscale e sostegno finanziario alla ricerca contro le pandemie.»

E già !… la finanza…pubblica e anche molto, molto privata.

Quando ero bambino, negli anni ’60, la Finanza era come la Polinesia. Se ne conosceva l’esistenza ma appariva “remota” alla maggior parte della popolazione. Veniva evocata in qualche giornale, nelle pagine per “addetti ai lavori” . Alla radio, speaker frettolosi leggevano i valori dei titoli delle società quotate in Borsa come se recitassero il Rosario laico di Cuccia & Co.: Fiat, Eridania, Eni, Generali … poi il tutto veniva ricoperto dagli echi del boom economico e dalla sua colonna sonora : “Che mi importa del mondo”, “Non essere geloso se con gli altri ballo il twist”, “Io che amo solo te “…

Il debito pubblico era molto contenuto.

Mike Bongiorno non parlava mai di Finanza . Il Tg Unico quasi mai. Ogni tanto la stampa faceva titoli sul figlio o la figlia del finanziere X che si godevano la vita tra Montecarlo e il Kenia … in altri casi si narrava di un finanziere Y che aveva fatto bancarotta e il suo yacht a Portofino era andato all’asta . Storie che sconfinavano nel Mito.

Era un’Italia “fondata sul lavoro”. Quindi si parlava molto di Economia e molto meno di Finanza . Appariva “remota”. Eppure non lo era. Arrivarono a un certo punto i primi “martiri” : Calvi, Sindona, Marcinkus… La finanza divenne “meno remota”, ma comunque restò “per pochi”. Poi fu il tempo della Milano da bere che “giocava” anche in Borsa .

È alla fine del 1999, con il grande botto di Nasdaq, che El Pueblo italiano comincia a parlare più diffusamente di finanza privata. Qualche mese prima il mio benzinaio di fiducia aveva comprato Yahoo! e Microsoft e il mio macellaio stava per comprare Tiscali al momento della sua collocazione a Milano. Il mio Portiere invece non credeva più nelle Generali e nelle Pirelli, e si informava per capire come guadagnare con AOL – American Online .

Era un altro mondo. Altri valori, altri Olimpi, altre Divinità.

Il debito pubblico comunque aveva già “bucato” il tetto del primo miliardo di euro.

Cerco di spiegarmi: il Dio Denaro esiste da sempre, ma non si era capito bene da dove avesse origine, da quale magica fonte sgorgasse. Si pensava nelle strade e si insegnava nelle Università che la valuta esistesse in quanto garantita da qualcos’altro: Oro, Materie prime, Pil . E che questo “qualcos’altro” fosse nelle salde mani dei Governi Eletti dal Popolo Sovrano.

Quanto eravamo ingenui.

Nessuno aveva mai chiarito che : il Dio denaro è Uno e Trino. Un po’ come il Dio di Church of Rome, un po’ come Brahma – Shiva – Visnù , un po’ come E=mC2.

Oggi però comincia ad essere abbastanza evidente.

La Finanza-Padre è il polo superiore di una triade che la vede in stabile relazione con altri due Poli: l’Economia-Figlio e la Valuta circolante-Spirito Santo .

Recentemente infine si è capito finalmente che la Finanza – sostenuta dalle Banche Centrali e dai Mercati – crea valore dal nulla: come Dio!

La sua creatura, il Denaro, si manifesta e si incarna , sotto forma di debito/prestito, assume sia forma materica che virtuale ma misurabile nelle Borse e nell’economia globalizzata; orienta le scelte strategiche e gli investimenti. Irrompe prepotente e condiziona le campagne elettorali.

Come in un enorme circuito elettrico su scala planetaria, l’oscillazione di valore Più/Meno, cioè la sua differenza di potenziale, applicata alla Resistenza-Economia , fa circolare la valuta , la linfa che alimenta la massima parte della specie: $, €, Yen, Yuan, British Pound e così via . Se volete … crea e distribusice le fiches con le quali al dunque ci si siede al tavolo e si gioca la partita della vita .

Un esempio macroscopico ? Il Quantitative Easing, abbreviato in “QE”.

Con questa locuzione inglese si designa una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte di una banca centrale e la sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico.

Per far ciò però ci vuole per lo meno una banca centrale nazionale … e noi non ce l’abbiamo più.

Gli USA invece mantengono intatto il loro imponente laboratorio di alchimie finanziarie. E lì la creazione continua a manifestarsi :

– Dal 1913 al 2007, la Banca Centrale USA – Fed, in 94 anni aveva stampato circa 828 miliardi di dollari. Poco meno di 9 miliardi di dollari l’anno. Bazzecole! … poi è cominciata la folle abbuffata .Governi bulimici, eletti con i soldi dei finanzieri, hanno stappato l’elisir del delirio collettivo pur di non rinunciare alla supremazia loro e dei loro patrons .

– Il QE 1 è iniziato nel 2008 con l’acquisto di 100 miliardi di dollari di debito di imprese private con supporto governativo (quali Fannie Mae e Freddie Mac) e 500 miliardi di Mortgage Baked Securities (obbligazioni fondate sul pagamento dei mutui). [Avete visto il film “La grande scommessa ?”]. Pochi mesi dopo, il programma è stato ampliato in quantità e qualità, con l’acquisto di 300 miliardi di Treasuries (titoli di stato) a lungo termine. Il QE1 ha avuto termine all’inizio del 2010;

– Gli acquisti di titoli sono ricominciati nel novembre del 2010 (QE 2). Nel 2011, con l’operazione Twist, la banca centrale statunitense ha modificato la composizione del suo portafoglio, vendendo titoli a breve e acquistando titoli a lungo termine; l’obiettivo era quello di diminuire i tassi di interesse a lungo termine rispetto a quelli a breve.

– Nel settembre 2012 è stata approvata la terza ondata di acquisti (QE 3): a differenza di QE 1 e QE 2, la FED non ha stabilito l’ammontare di titoli da comprare, ma il “ritmo degli acquisti”, pari a 40 miliardi di dollari al mese. Dopo pochi mesi la FED ha deciso anche di acquistare Treasuries a lungo termine al ritmo di 45 miliardi al mese (QE 4).

– Negli anni seguenti e fino al recente passato la FED ha continuato il suo programma autorizzando CREAZIONE DI MONETA al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese .

– I dati circolanti sono confusi . Probabilmente la crescente oscenità dei valori – se commisurati a quelli della vita reale e a quelli del Debito Pubblico delle nazioni orbitanti attorno agli USA – non consente affermazioni definitive. Si parla di un totale oscillante tra 4,5 e 16 trilioni di dollari. Quasi un quarto del Prodotto Interno Lordo annuo dell’intero pianeta .

Questa è la Finanza bellezza! La continua copula tra le Istituzioni Pubbliche e il Mercato Finanziario.

Oggi il pianeta rappresentato al G7 e al G20, in relazione alla Finanza, è (anche) divisibile in classi di conoscenza: esoterica e di appartenenza reddituale. Da una parte (in un ipotetico “alto”) siedono i Grandi sacerdoti del Dio Denaro , gli Alchimisti stampatori ed erogatori di linee di credito . Liberi di farlo: così semplicemente. ab nihilo. Dal Nulla. Per pura volontà di sopravvivenza egemonica, sostenuta dalle visioni dominanti dei clan di appartenenza e dagli eserciti a loro disposizione.

I grandi sacerdoti del Dio denaro creano … instancabili .

Pur di continuare a creare sono pronti a buttare la bombe atomiche sugli ospedali e sugli ospizi, sui campi di rifugiati e orfani delle guerre che hanno inventato loro e i loro sprezzanti sgherri.

Sotto di loro un’immesa struttura piramidale abitata dagli Officianti, che vanno dai CEO – Chief of Executive Officiers, boss delle strutture finanziarie e mercantili – agli Officiers a tempo determinato. Tra questi ultimi non posso non ricordare una sterminata pletora di figli e figlie della nuova borghesia mondiale che vanno a fare gli stages alla City, a Wall Street e oggi anche a Shangai.

Sono i futuri Officiers. Come quelli che una volta andavano in seminario o si iscrivevano da giovani alla Massoneria.

Tra costoro e El Pueblo ci sono i Bancarii. Dai direttori attempati, ai cassieri di lunga esperienza , ai riciclati dal borsino messi dietro i separé improvvisati a suggerire gli investimenti di moda .

Quei separé sono ormai come i confessionali, come le stanze in penombra degli psicoanalisti: “Come pensa di tutelare la sua buonauscita ora che è in pensione?” – sussurrano i bancari ai clienti anziani.

“Compri una bella obbligazione azionaria garantita da un’assicurazione.”

“Il Rand sudafricano e la Lira turca stanno crescendo. Compri”. “Investa nel Fondo dei Fondi (che già la definizione la dice lunga): ci sono le Farmaceutiche che raffinano marijuana e veleno di scorpione per lenire i dolori del cancro, le corporates delle stampanti 3D e quelle dei metal detector. C’è Google che sta per rilanciarsi nell’aerospaziale e nel riciclaggio rifiuti radioattivi”. “Punti qui. Punti là! La Guerra non ci sarà, coraggio! Fin quando lei investe, i Mercati saranno una garanzia di Pace. Place your bet!”

Ecco, questi sono i croupiers di base . Presenti sul territorio del pianeta, dovunque. evangelizzatori del Dio denaro e/o missionari, che infatti sbandierano le loro “missions”.

El Pueblo chiamato a far fronte al suo tempo libero, incitato al godimento, condannato ai lavori forzati digitali. Ebbro, attonito, tifoso, malato terminale in balia del Servizio Sanitario sin da quando ognuno esce dalla sala parto. El Pueblo che oggi parla e talvolta straparla di Finanza , di plusvalenze, di Mercati. Che li considera non più dèi remoti, ma demoni che fanno scorribande nei loro conti correnti e mangiano i loro risparmi. Demoni che si sono infilati nelle prime e seconde case : dei padri, dei figli , delle coppie gay in attesa di unione civile o già felicemente sposati.

E infine c’è El Pueblo (in un ipotetico “basso”?). El Nuevo Pueblo Globalizado. L’80% degli umani mammiferi che guadagna tra 12.000 e 120.000 Eurodollari l’anno. Cittadini, consumatori, civili di nazioni NATO alleate, telespet-attori, utenti di social network, lavoratori (sempre meno).

La Finanza è entrata nella vita del Pueblo come il Cavallo di Troia. El Nuevo Pueblo tutto: salariati e partite IVA, piccola, media e medio alta borghesia, l’ha accolta come un ospite di riguardo e ora la osserva – per la prima volta e fortunatamente – come una vera sconosciuta. Anzi , come una entità astratta, misteriosa come la Trinità, che è “non conoscibile”, occulta; non più remota nello spazio/tempo accessibile ai 5 sensi, ma originata in un’altra dimensione: virtuale, matematica, digitale? In arrivo dal regno del Caos? Probabilmente sì.

È “aliena” ma ne sono quasi tutti altamente sedotti. Sedotti e abbandonati. Eppure la sfidano. La titillano. Si bruciano i polpastrelli nel tentativo di maneggiarla a loro vantaggio.

Delle tre grandi crisi che in questa stagione della storia intrecciano danze sontuose – ecologica, militare e finanziaria – El Pueblo non si interessa della prima . Confida nella raccolta differenziata altrui. Della seconda, crede di sapere e ne parla come se si trattasse di un Campionato di Calcio che sta tenendo le proprie Finali in Medio Oriente, ma tanto si sa chi vince. Dalla crisi finanziaria invece, comincia ad essere atterrito. Si sente (giustamente) impotente. Non c’è nessun Governo locale, nessun sindacato, nessun avvocato, nessuna class action che lo difenda. Non c’è più nessun broker che si possa considerare un Virgilio . Si vaga per i gironi dell’inferno finanziario … soli.

Già al primo sguardo la fitta giungla di termini tecnici annichilisce . C’è un vallum glottologico tra El Pueblo e il dialetto Globish della Finanza.

Spread, bail-in, default, rating, downgrade, derivatives, Quantitative easing and so on … ogni termine è un ostacolo alla vera com-unione col Dio Denaro che ha nascosto il suo tempio nelle nebbie della contrattazione infinita . Dietro al ghigno, per niente rassicurante, dei Ministri preposti al controllo.

Un Dio Denaro insensibile, intollerante, avido, aggressivo, che si manifesta nell’incitazione ossessiva all’uso di plastic money, nella compravendita di debiti e sempre meno nell’economia. Un Dio che chiede e ottiene sacrifici umani e non vuole più remunerare il lavoro onesto. Un Dio Denaro che scatena a suo piacimento il Fisco come uno degli ormai tanti Cavalieri dell’Apocalisse.

È un altro mondo quello in cui si è manifestata in tutta la sua brutalità la Finanza in questi recenti decenni. Dal 1999 al 2008, dal 2008 al tonfo delle borse cinesi e alla caduta tendenziale del valore del petrolio.

I Mercati si riprenderanno? Ma che domande… Non si sa! Di certo continueranno ad oscillare. Quindi ecco oggi che si registra anche la comparsa di uno sterminato esercito di ex Day Trader geneticamente mutati in Fast Day Trader; operatori che comprano e vendono titoli, ma anche lo stesso titolo, nel corso della stessa giornata, fino a decine di volte al giorno. Rappresentanti inconsapevoli del Nuevo Pueblo Globalizado. Umani digitalizzati che seduti di fronte ai loro computer negli angoli più remoti del mondo, oppure con in mano gli smart phone di ultima generazione, nei bar o nei vagoni delle metropolitane, grazie a software e app si agitano vibranti nel vortice della Global Finance .

Come decidono cosa vendere, cosa comprare? Spesso decidono per loro gli algoritmi dei loro software e delle loro application. Talvolta qualcuno interviene, come in un videogioco. Chi li muove ? Chi li usa?

I Grandi Sacerdoti della Finanza ovviamente.

Ebbene oggi noi dipendiamo anche da loro . Come una volta dipendevamo dal voto dei nostri connazionali o dagli scioperi generali.

All’inizio i Day Traders erano gente come John Kay , diventato in seguito Primo Ministro della Nuova Zelanda o Jimmy Wales , il fondatore di Wikipedia o George Soros, il finanziere probabilmente più amato dai sionisti. Oggi sono decine di milioni di anonimi. E influiscono sul nostro presente e sul nostro futuro.

Un milione di click sul tasto dei loro smart phones, 10 milioni di click sui mouse di cinesi, indiani, americani e (idealmente) ci giochiamo il Monte dei Paschi di Siena o passa il pacchetto di controllo di Unicredit da un Emirato Arabo all’altro. Crollano i giganti delle Assicurazioni. Vanno in cenere le società telefoniche nazionali e il controllo finisce in mani sempre più ristrette. È surreale , ma al dunque è così. Giganti come Lehman Brothers sono spariti . E domani forse si liquefà anche Santander, la maggiore banca spagnola. Ogni conglomerate quotato dipende (anche) dal consenso o dissenso espresso nelle vie di Shangai, Cape Town o Londra.

La Brexit, l’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’UE dopo il referendum del 23 giugno, sarebbe uno “shock che metterebbe in pericolo l’economia mondiale” – ci ricordano i giornali e i TG.

Nel Regno Unito, dove la sanno lunga sulla Finanza, Cameron avvisa: “se volete che restiamo in Europa, pretendiamo maggior sovranità e soprattutto l’indipendenza totale della City”, che da 215 anni è una delle maggiori piazze finanziarie del mondo (comunque in attesa che si formalizzi il Grande Condominio degli Stock Exchange che già vede, e vedrà sempre più, incroci proprietari tra New York, Francoforte, Shangai e Honk Kong).

Noi invece, la Borsa di Milano l’abbiamo integrata-venduta al London Stock Exchange già 9 anni fa.

Ma veramente la gran parte degli italiani non sa cos’è la Finanza . Ergo non conosce il Dio Denaro? No ! Per un verso lo conosce… in quanto indispensabile al consumo e al pagamento delle tasse. Ma non sa come si crea, è esclusa dal controllo, è subordinata come non mai; e guarda con gli occhi del vitello il Cavallo di Troia che si è portato in casa.