Atomi – Bits – Geni. E Potere…

16.10.2017
Già nel 1990 alcuni giornali scientifici e d’affari, pubblicati in USA e UK, titolavano “Gli assi dello sviluppo del futuro saranno: comunicazione, energia e genetica”. OK. Ne prendemmo nota. Oggi ripensando a quell’Oracolo ci viene in mente che, in massima parte la comunicazione/rivoluzione digitale si fonda sui “bits”; l’energia nucleare, civile e militare, si fonda sugli “atomi” e la genetica – sia la biogenetica che il mondo OGM- sui “geni”.

Siamo quindi nel bel mezzo di tre nuove rivoluzioni, fondate su elementi “invisibili” a occhio nudo.

– il bit (dall’inglese “binary digit”): è l’unità, definita come la quantità minima di informazione. Equivale alla scelta tra due valori (zero/uno, sì/no, vero/falso, acceso/spento) quando questi hanno la stessa probabilità di essere scelti. Quantità sterminate di bits (ormai si parla di trilioni di miliardi) sono assemblate e rese circolanti nelle reti digitali dove si ricompongono in ogni forma possibile: testi, audio, video, grafica, etc… e – aspetto molto rievante – si trasformano talvolta in moneta complementare (bitcoins e altre)

– l’atomo: così chiamato perché inizialmente era considerato l’unità più piccola e indivisibile della materia (in accordo con la dottrina dei filosofi greci nota come teoria dell’«atomismo»). Verso la fine dell’Ottocento (con la scoperta dell’elettrone) fu dimostrato che l’atomo era in realtà divisibile, essendo a sua volta composto da particelle più piccole, alle quali ci si riferisce con il termine di particelle subatomiche.

In fisica, l’atomo è la più piccola particella di un elemento che non subisce alterazioni nelle trasformazioni chimiche, ma che può subire trasformazioni fisiche quali eccitazione, disintegrazione, fissione, ecc.)

– il gene: è l’unità ereditaria fondamentale degli organismi viventi (uomini, animali, piante, funghi, batteri, protozoi) «Un organismo vivente è un’entità soggetta alle leggi naturali, le stesse che controllano il resto del mondo fisico, ma tutti gli organismi viventi, comprese le loro parti, vengono controllati anche da una seconda fonte di causalità: i programmi genetici. L’assenza o la presenza di programmi genetici indica il confine netto tra l’inanimato e il mondo vivente». Parole del genetista Ernst Mayr.

Un organismo geneticamente modificato (OGM) è un organismo vivente che possiede un patrimonio genetico modificato tramite tecniche di ingegneria genetica, che consentono l’aggiunta, l’eliminazione o la modifica di elementi genici.


Gran parte del futuro dipende quindi dalla organizzazione, manipolazione, distribuzione e commercializzazione di un numero sterminato di 3 unità infinitamente piccole che possono assumere forme infinite e prima impensabili. Chi gestisce gli elementi base – ovvero un ristretto drappello di aziende multinazionali e di scienziati al loro servizio – orienta la visione e la costruzione di aree strategiche del futuro. I governi e i parlamenti? Sembra che ormai si adeguino. I militari? Mi trema il mouse al solo pensiero delle loro visioni.

E la società civile, che fa? Intanto: è consapevole di se stessa? O pensa che Altri debbano rappresentarla?

Noi ci stupiamo, e pensiamo sia un segno di profonda ignoranza, se qualcuno non sa cos’è un litro o un chilogrammo o un metro; cioè non conosce le unità di base che servono a misurare le “merci” sulle quali si è fondata l’economia del Passato. Ci stupiamo un po’ meno se qualcuno non conosce bene altre unità di misura base quali il cavallo-vapore, il watt o il volt. Ma non ci stupiamo se qualcuno ha difficoltà a capire o addirittura non sa cos’è un bit (o un byte), che per la civiltà dell’informazione riveste un’importanza equivalente alle più importanti unità di misura del passato. Non ci stupiamo se qualcuno non sa spiegarsi cos’è un atomo o un gene.

Io amo gli umanisti, ma molti, che si autodefiniscono “umanisti”, rifiutano a priori di fare i conti con la matematica, le scienze e la tecnologia, riducendo alla banalità – sempre più spesso – i loro interventi sull’eventuale futuro. Sarebbe invece utilissimo avere degli interventi qualificati e precisi, di carattere squisitamente umanistico ma sostenuti da conoscenze sulla tecnologia e sul vertiginoso cambiamento digitale, energetico e/o genetico che ci coinvolge tutti in un percorso senza precedenti e dai risvolti imprevedibili.

L’uso e l’umanizzazione della tecnologia sono, e saranno sempre più, temi cardine per il progresso culturale e materiale delle comunità future; è fondamentale riflettere profondamente sugli effetti a breve e lungo termine prima che si manifestino distorsioni devastanti non solo nella società ma anche all’interno degli individui.

Fino a quando ciò non avverrà però l’umanità sarà nelle mani invisibili dei tecnocrati. Mani invisibili che cominciano a gestire massicciamente altri aspetti invisibili e ignoti ai più, quali gli algoritmi e l’Intelligenza Artificiale autoapprendente, la robotizzazione, i cibi geneticamente modificati e le medicine/vaccini di nuova generazione.

Questa stagione della nostra Storia è caratterizzata anche da questi fenomeni.

1) i politici, gli intellettuali, i religiosi – gli umanisti in genere – non conoscono bene i dettagli degli argomenti sui quali sono chiamati a esprimersi. Chi può ha dei “consulenti”. Quasi tutti i consulenti però sognano di lavorare o già lavorano per le mani invisibili.

2) la conoscenza strategica è sempre più “esoterica” e fondata su elementi “non visibili a occhio nudo”. Ciò conduce al fatto che i giochi di potere si svolgono in laboratori accessibili solo a pochi dove si utilizzano brevetti noti posseduti solo da pochi.

È doloroso doverlo affermare: la libertà, i diritti, l’eguaglianza sociale non sono doni irreversibii, ma conquiste stagionali che hanno bisogno di presenza e partecipazione per essere confermate nel tempo. E non bisogna neanche aspettarsi che le “rappresentanze” svolgano sempre al meglio il ruolo che il popolo ha conferito loro.

Insomma la questione non è più e solo sapersi muovere tra le pieghe delle norme e dei trattati internazionali (magari!) cercando di difendere un buon senso antico; bisogna studiare, essere aggiornati e mai più nostalgici di stagioni passate perchè apparentemente meno complesse.

Le élites politiche, finanziarie e militari annoverano al loro interno diversi soggetti sociopatici che per mantenere il Potere sono pronti a uccidere e/o a far uccidere e a far morire… sono pronti a usare (e così fanno) ogni nuova possibile scoperta e conoscenza, anche a discapito dei Popoli, se ciò appare loro favorevole e “profitable”.

 Quindi non meravigliatevi, non fatevi travolgere dal senso di impotenza, non limitatevi a commentare ciò che è visibile.