LETTERA APERTA AGLI “ANTAGONISTI” CHE PRODUCONO CONTENUTI NEL WEB

 

PREMESSA   

Credo che gli abitanti del pur vasto arcipelago di cui è fatto il Dissenso in Rete in Italia, abbiano ben chiaro qual’è il loro ruolo pubblico, la loro missione politica, storica e sociale. 

Non credo però che abbiano una strategia di comunicazione efficace. 

In realtà c’è solo una imponente attività,  che definirei tumultuosa, emozionale e “tattica”, che nasce e muore in tempi molto limitati, non consegue gli obiettivi, favorisce un modesto dilatarsi di alcuni Ego e purtroppo agisce con un grave effetto consolatorio. Una sorta di unguento che solleva di volta in volta dal dolore provocato dall’impotenza cronica nei confronti dei media mainstream . 

I giornalisti, bloggers, Facebooker, Youtubers e media-attivisti italiani, che definirò tout court “antagonisti”, non hanno ancora varcato il confine che separa la comunicazione tradizionale dalla “media guerriglia” e ahimè imitano il mainstream in tutto e per tutto (salvo rare eccezioni ) fino a rendersi ostaggi di riti gerarchici, pettegolezzi, invidie  e tradizioni economiche  che li rendono al dunque attaccabili, deboli e inefficaci.

L’argomento non è semplice da digerire quindi preparatevi … 

Sono affermazioni “forti” lo so, ma sono pronto a sostenerle e a dimostrarle con le argomentazioni che seguono. 

 

PRESENTAZIONE DI GLAUCO BENIGNI 

Mi sono personalmente interessato della nascita dei bloggers e dei journal sites antagonisti, delle pagine Facebook e degli account Youtube gestiti da informatori e commentatori che giustamente non condividono il pensiero unico e si battono per la libertà d’espressione. 

L’ho fatto sin dai primi balbettii in rete, ne ho scritto su La Repubblica, K4Biz, Dagospia, Megachip e sul mio blog; l’ho narrato in video sulla RAI, su Pandora TV, Byoblu, etc… e sono stato condiviso da centinaia di altri veicoi di informazione in rete. Credo di avere una certa esperienza al riguardo, frutto dei miei libri e anche della mia carriera 20ennale di media editor del quotidiano La Repubblica sin dal 1978 e di Top Manager della RAI attivo altri 20 anni su scala nazionale e internazionale. Le mie ultime medaglie sono : Presidente e Fondatore della WAC – Web Activists Community e Fondatore del Patto Julian Assange. Sta per uscire il mio nuovo libro “Tzunami Internet”.

 

 

IL MODELLO DI BUSINESS , cioè “Dove si trovano i soldi ?”

Il primo aspetto da discutere non sono i Contenuti come abitualmente si crede. Ne parleremo in seguito. Il primo aspetto da affrontare in termini di strategie e guerriglie mediatiche è il MODELLO DI BUSINESS : da Giulietto Chiesa a Claudio Messora , da Mazzucco a Toscano, da Scardovelli a Fusaro, il problema è stato e resta lo stesso : come si fa a dare stabilità ad una produzione e diffusione di Contenuti antagonisti facendo contemporaneamente quadrare costi e ricavi ?  

Nel tempo si sono cercate diverse soluzioni che si sono rivelate parziali e inefficaci.  

1) IL VOLONTARIATO- La prima, venata di perversione, è stata una decina di anni fa, lo sfruttamento intensivo del volontariato. L’idea platonica della collaborazione a costo zero. Per anni alcuni Antagonisti Maggiori hanno arruolato nella loro bottega digitale aspirati “antagonisti” che volevano scimmiottare i giornalisti mainstream … per anni i leaders hanno trattato il loro gruppetto di sostegno come se fosse composto da addetti all’Ufficio Stampa e Promozione della propria immagine di  capi. Questa situazione grottesca, dopo liti e rivendicazioni insanabili, si è in parte mitigata negli ultimi tempi, ma è andata avanti -come dicevamo- per anni; e ovviamente ha rappresentato e rappresenta  esattamente l’opposto di quei valori che sono sostenuti dagli antagonisti. In realtà rappresenta il peggior modello di sfruttamento del lavoro usato nel  mondo sia laico liberista che cattolico liberista e anzi talvolta ha adottato rapporti interni che non sarebbero accettati in alcun luogo dove si difende la dignità del lavoro dipendente (a maggior ragione se volontario). Abitualmente c’era/c’è un leader che tutto sa e tutto interpreta e tutto può. Il “marchio” è suo e non sognerebbe mai di socializzarlo, il sito o la pagina o il canale l’ha aperto lui o il suo fedelissimo più mite, le password le dà e le cambia lui  e molti seguaci, credendo nella libertà d’espressione (in primis quella del leader), lavorano alacremente gratis affinchè Lui cresca in modo da poter vendere qualche copia dei suoi libri e offrire – se ci fosse l’opportunità – la propria capacità di raccolta voti al miglior offerente, laddove se ne dia l’occasione.

2) IL SOSTEGNO DELLA PUBBLICITA’ DI CORPORATIONS – L’altra soluzione adottata … questa veramente molto, molto miope, figlia della povertà e del bisogno, è stata per i Maggiori Antagonisti Youtubers quella di “monetizzare” scendendo a patti con Google-Youtube. Chi lo ha fatto ha voluto dimenticare da DOVE arrivavano i proventi, ma non solo; Chi lo ha fatto ha voluto anche far finta che in tal modo si restava liberi mentre invece ci si  consegnava disarmati nelle mani del nemico. Tralascio la lista di tutti i Grandi Antagonisti che sono miseramente finiti il giorno in cui Google-Youtube e i loro inserzionisti-proprietari li hanno considerati “scomodi”. Chiusi con un click. Talvolta senza preavviso nè spiegazioni. Talvolta riaperti e infine definitivamente “accannati” , abbandonati al loro destino. Qualcuno sopravvive perchè ha annacquato i Contenuti. Qualcuno è “emigrato” verso territorii digitali meno piantonati dagli sgherri del liberismo-sanitarismo.

3) LE DONAZIONI – La terza soluzione, l’unica che ha funzionato e sta ancora funzionando in alcuni casi, ma non si sa per quanto tempo ancora potrà reggere, è il ricorso alle DONAZIONI da parte dei propri lettori /spettatori. Una pratica antica. Molto antica: come la richiesta di elemosine da parte della Santa Sede … divenuta oggi una pratica agile e modernissima in quanto agevolata da Carte di Credito e intermediari quali PayPal che consentono flussi diretti da Donatori a … a Chi ? E qui ricasca l’asino e stavolta casca emettendo ragli molto molto altisonanti. Non è elegante far nomi, ma QUASI TUTTI i richiedenti Donazioni le ottengono su IBAN che corrispondono a Società a R.L. a Socio Unico o Associazioni Culturali di facciata. Che vuol dire questo ? Vuol dire che l’audience antagonista è subdolamente e abilmente incitata a donare al fine di fare la “vostra TV “, “l’Informazione del Popolo”, “la Libera Espressione di Tutti”, “la Difesa della Costituzione”, etc… ma la PROPRIETA’  vera  resta nelle mani del solito leader di prima. Quello che dopo aver sfruttato i propri collaboratori e dopo aver lavorato per gli inserzionisti di Youtube ora raccoglie denaro dalla propria audience ma non riconosce a nessun altro la proprietà dei beni che sta costruendo. 

Eh, ma cosa dovrebbe fare ? 

4) L’AZIONARIATO POPOLARE – Non è difficile : basterebbe dotarsi di Veicoli Societari e Forme Giuridiche che contemplino la proprietà diffusa , l’azionariato popolare , il vero Associazionismo. Che so io ? Persino il Trust. Basterebbe volerlo. Basterebbe comportarsi come Chi fa Crowdfunding e raggiunti gli obiettivi riconosce “Qualcosa” – se non altro – “Qualcosa” ai propri Donatori. Un ruolo, un accesso alla operatività, una presenza in Assemblea. E invece no ! Il leader antagonista, quello che sbandiera la propria libertà di pensiero quale (merce ?) migliore della Libertà di Pensiero degli Altri, si guarda bene dal socializzare le risorse che ha raccolto grazie ai propri lettori/spettatori e chiede sempre più soldi e socializza invece i costi e le perdite come nella peggiore tradizione di quel capitalismo infame che dice di combattere (a colpi di libere parole). 

Povera Italia di Dolore Ostello… un tempo terra di Signori oggi gran Bordello!

5) La vendita diretta di beni e servizi prodotti da infrastrutture sostenibili per un mercato equio e solidale. Qualcuno si sta attrezzando manifestando però una fantasia un po’ limitata. Per esempio nessuno ha mai ancora approcciato il bisogno di promozione e vendita dell’ARTIGIANATO ITALIANO e del sostegno alla limitazione dell’E-commerce di Corporations. 

6) CONCESSIONARIA DI PUBBLICITA’ – Un’altra soluzione sarebbe la realizzazione di una Concessionaria di Pubblicità che venda spazi all’Economia sostenibile per conto di Tutti o gran parte degli Antagonisti. Lo so che Alcuni hanno il loro “ufficietto” che cerca inserzionisti, ma torno a dire “qui si cercano soluzioni poltiche su grande scala non idee per la sopravvivenza individuale” 

 

LE RETI e LA LORO GESTIONE … là dove “s’incarna” il Contenuto

Qui entriamo in un territorio veramente impervio… un territorio che di fatto  non “appartiene” agli “antagonisti”. Ed ecco allora che bisognerà pensare a FREQUENTARLO e OCCUPARLO in maniera intelligente . Senza dunque limitarsi ad “ararlo” per conto dei Domina che lo concedono in comodato d’uso.  

Una volta entrati (non “in possesso”, ma) “in gestione comodataria” del territorio digitale che un qualche Dominus ha concesso , i Maggiori Antagonisti cominciano a parlare della loro emissione in rete quale “Tv digitale”, chiamando addirittura “format” ogni banalissimo stile di produrre contenuti. Il sogno, un po’ infantile, che ha già travolto molte aspettative,  era ed è quello di avere una vera TV Digitale Terrestre diffusa su scala nazionale. Quindi, in qualche caso ci si accontenta anche di una numerazione di quelle irreperibili , a tre cifre sul telecomando per capirci, (non è il miglior investimento possibile ma tanto le frequenze le pagano gli spettatori con le loro Donazioni). Capiamoci : sono sforzi di giornalismo civile apprezzabili ma non sono considerabili quale “azione politica” e rimangono “sogni da piccoli liberisti crescono” : 

– una Tv privata può essere “solo commerciale”, quindi sostenuta da pubblicità, sponsorizzazioni da monocomparto industriale quali le “tuttamusica”, tuttocinema, tuttiviaggi  e/o televendite di robbaccia. Le eventuali somme coinvolte, se spese per affrontare e mantenere quello stile imprenditoriale,  sono già di per loro uno schiaffo all’etica antagonista non liberista

– le audiences di una Tv a 3 cifre sul telecomando sono dell’ordine di poche decine di migliaia al giorno e sono inesorabilmente sempre le stesse persone con rarissime possibilità di rinnovare il parco spettatori

– un palinsesto di flusso richiede capacità molto diverse da quelle degli “antagonisti” che per tradizione producono contenuti da stoccaggio “on demand”. 

– a causa del 5 G lo spettro elettromagnetico verrà riorganizzato e moltissime TV digitali terrestri verranno spostate nel web … quindi tanto valeva restare nel web utilizzando però al meglio le caratteristiche della Rete .

 

In dettaglio : gli elementi base della Rete non ancora utilizzati consapevolmente dagli Antagonisti sono ( quelli già fatti intravedere dagli Hackers) Spazio che deriva a infinito e consente anonimità ; tempo di emissione e Condivisione che tende a Zero; impossibilità di esercitare la Gravità e la Gerarchia  così come vengono esercitate nei Media Mainstream. ( sulla Condivisione si veda anche in seguito) 

 

In ogni caso, in attesa di realizzare il sogno, magari attraverso coalizioni con altri “antagonisti”, quasi tutti si autodichiarano “web tv”. In realtà le loro non sono “emissioni di flusso” ma stoccaggi all’interno di memorie sempre possedute da Altri e tali da consentire al massimo la pratica del Video-on-Demand senza possibilità di essere remunerati, in quanto inevitabimente tali veicoli sono quasi sempre offerti dalle maggiori Comunità quali Youtube e Facebook  e soprattutto esposti alla censura derivante dall’aver firmato le clausole della Comunità senza batter ciglio. 

LA MIGRAZIONE – Ammettiamolo: non può esistere “una comunicazione politica antagonista” fatta con Contenuti che girano nei grandi Social Network.  Si apre dunque l’annosa e dolorosissima questione della “MIGRAZIONE” verso territorii digitali in cui si possa essere tutelati dalla  censura e si possa ottenere remunerazione. Anche qui per anni sono fioriti i tentativi da parte di alcuni “scouts”;  non già i Maggiori Antagonisti che sopravvivono nella Grande piazza , ma i Medi e i nuovi arrivati hanno attivato account in Comunità diverse  da Youtube/Facebook . Ma con quali risultati ? Scarsi ragazzi … purtroppo scarsi . Certamente aumentabili in progress, ma scarsi rispetto alle cifre, talvolta sorprendenti, realizzate su FB/YT . 

 

Ciò che ne deriva è la necessità impellente di : 

– non essere sottoposti al controllo dei grandi social 

ma contemporaneamente 

– presidiare le grandi comunità da loro offerte 

– e sperimentare  il collocamentodi Contenuti in Comunità e Siti diversi . 

Qui bisogna tenere conto di : 

– la capacità di offrire memoria,  reperibilità e audience dei grandi social paragonata all’offerta equivalente dei Social media minori o dei siti “proprietari” . Si va in loup perchè queste visioni sono comunque molto rigide e stanno risultando “perdenti” per default in quanto – ancora una volta – brutta copia dei media mainstream che prevedono di essere reperiti sempre agli stessi indirizzi . 

La strategia da adottare prevede :

identità flessibili e mutanti. Nessuna vera formazione antagonista e/o guerrigliera, da Robin Hood ai CNL o ai Vietcong, ha mai esposto in campo aperto le proprie forze, soprattutto se fragili e operanti su territorio controllato dal nemico. Ciò non ostante molti continuano a “pavoneggiarsi”, a sfoggiare talento, a scontrarsi direttamente,  ma anche a esaltare pubblicamente la propria debolezza con difesa retorica dei diritti, piagnistei e richieste di donazioni, dimostrando ulteriormente che la loro finalità non è la creazione di massa critica e l’emancipazione politica, ma piuttosto ottenere sostegno alla propra personale visibilità.

Attenzione !!!  Non voglio sottrarmi a una considerazione molto realistica : nel bipolo anonimità/visibilità non si può privilegiare in modo coatto nè l’una nè l’altra sponda … quindi, non dico di agire clandestinamente ma neanche di mostrarsi vestiti a festa, ma dolenti e  con il petto esposto alla fucileria. Il martirio dei molti bloggers, videobloggers e utenti di social network non si sta rivelando favorevole. Nel Campionato della Storia valgono le partite vinte non quelle perse .    

 Si suggerisce pertanto : la permanenza nei grandi Social possibilmente con accounts diversi e contemporaneamente il radicamento in nuovi social network e l’adozione di forme di comportamento nuove . Al riguardo la struttura da hub e la grafica di Telegram stanno fornendo utili indicazioni. 

Un altro elemento tipico della media guerriglia e della guerriglia in generale  è la LA MIMETIZZAZIONE, specialmente nei titoli, ovvero l’uso di tags indefinibili , cioè parole storpiate affinchè non siano riconoscibili dagli algoritmi . Es: Vaccino = Vagginax; Draghi  = Drags o Dragon ; Biden = Bidet e così via  

E inoltre si suggerisce : la prima collocazione di contenuti in luoghi “trampolino” digitalmente remoti  ovvero dai quali, gruppi di condivisori, possano inoltrare verso luoghi digitali più frequentati. ( Rumble ?)

In sintesi una strategia di occupazione dinamica del territorio digitale , un ideale continuo spostarsi da un luogo digitale all’altro come guerriglieri nella giungla, come calciatori in partita, come i CNL al tempo della Resistenza ( di questo si tratta in realtà) affinchè la censura sia spiazzata . Ovviamente ciò non favorirà lo scimmiottare del giornalismo mainstream, la necessità di firmare i pezzi, le gerarchie identitarie, e neanche la monetizzazione ma il Modello di Business deve essere diverso da quelli citati in precedenza. 

 

IMPORTANTE Quanto brevemente descritto non è risolvibile da “un individuo di talento” o da piccole strutture improvvisate. Il permanere di simili situazioni si sta rivelando nel tempo assolutamente non influente. Ecco perchè la Comunicazione Antagonista per essere tale deve essere svolta da un gran numero di persone che aderiscono ad un progetto politico comune . Ovviamente l’ideale sarebbe che, pur mantenendo le proprie identità i molti “antagonisti” già esistenti iniziassero a coodinare le proprie emissioni di contenuti, non necessariamente con cadenze note e continuità, ma all’inizio anche in modo episodico coordinandosi e condividendo (questo è il verbo forte che da senso al tutto) alcune parole d’ordine e alcuni temi strategici che risultano di fatto comuni e condivisibili . E’ anche questo un antico sogno : porre sotto un unico marchio aspetti strategici delle diverse comunicazioni prodotte nella grande area antagonista . 

Come sempre, e anche in questo caso, non si sa se è nato prima l’uovo (la politica) o la gallina ( la comunicazione) … bisogna comunque darsi da fare affinchè sotto l’ombrello della comunicazione si sviluppi un’azione politica e di rappresentanza di diritti e interessi, che sia efficace e degna di tale nome.

 

I CONTENUTI … cioè la Risorsa oggi “abbondante” 

E veniamo finalmente all’aspetto più noto e più dibattuto della Comunicazione Politica… a quei famigerati Contenuti che dividono per aree di appartenenza ideologica (ancora ?), religiosa, politica, estetica (poco) … in sostanza quelle affermazioni fatte di parole e sequenze audio e di immagini in movimento che fanno incautamente dire a Qualcuno (troppi ancora)  : è roba di Destra oppure è roba di Sinistra !

Questa divisione è – a mio avviso – MALEDETTA e DIABOLICA, assolutamente funzionale agli Interessi del Liberismo Integralista  e di ogni Potere che si sia avvicendato nella Storia. In realtà il Popolo è Uno e quelle divisioni non hanno mai giovato alle sue sorti. Se ne potrebbe scrivere a lungo, ma questa non è la sede . 

Ciò premesso veniamo a questioni propriamente mediatiche . 

In questo debutto di III Millennio il dibattito sulla produzione e diffusione di Contenuti in Rete Web dovrebbe far riflettere sul profondo cambiamento che ha scosso queste aree delle attività umane . 

Tra i tanti effetti del mutamento siamo passati da “Comunicazione a dominante Copryright” al suo opposto. Oggi la “Comunicazione No Copyright” è diventata dominante . Ciò è avvenuto per assecondare soprattutto gli interessi dei Padroni del Web ma va utilizzato a favore del Popolo della Rete. Perchè infatti continuare a “scimmiottare” la produzione di Contenuti dei Media mainstream con foto, grafica, allestimento di studi e lucette, scenografie povere e “giornalisti” improvvisati che fanno al dunque la brutta copia dei giornali e dei TG ? Il Re è Nudo … è evidente che, la massima parte dei Contenuti, gli Antagonisti li assemblano giustamente reperendoli in Rete. 

LA RETE APPARTIENE IN MASSIMA PARTE AGLI UTENTI E I CONTENUTI GENERATI DAGLI UTENTI SONO IDEALMENTE A DISPOSIZIONE DI TUTTI 

Nessuno paga le Agenzie giornalistiche  per comprare  informazioni precotte ma “lecitamente ripubblicabili”; nessun antagonista ha corrispondenti all’estero ; solo molto raramente ci sono inviati  e solo nelle manifestazioni di piazza. Tutti “pescano” nel grande mare della Rete e “rubano” da giornaloni italiani e stranieri e/o da Altri produttori di contenuti in rete . Se le notizie vengono riallocate in rete  godono più o meno del concetto di “fair use” (OK se nessuno ci guadagna)… se sono ricollocate nel Digitale Terrestre invece ci si connota quali  “pirati” e lì giunti allora si cominciano a spendere i soldi dei Donatori per essere ossequiosi delle norme dell’Agcom liberista. Ci sono testate come Dagospia che “pescano” da 20 anni dovunque senza pagare un centesimo di diritti a nessuno.  

Prima affermazione . Per ottimizzare i costi e i tempi la nuova Produzione e Diffusione di Contenuti si deve fondare su questi 3 nuovi aspetti : 

A – la Raccolta in rete di Contenuti deve avvenire in percentuale dominante rispetto alla “Produzione autonoma” 

B – la Traduzione integrale di Content Internazionale va privilegiata laddove possibile e/o integrata co la Sintesi d’Autore nel caso di lingue poco note e trattazioni troppo lunghe. 

C – la Condivisione, sia all’interno che all’esterno di quella nuova Comunità che  DEVE gestire un marchio comune, non DEVE essere casuale ma iperorganizzata quale segmento altamento strategico (vedi in seguito).

 

Semplicemente per sperimentare quanto sto esprimendo ovviamente ci deve essere una Comunità Antagonista che dopo aver riflettutto sull’immagine storica del Giornalista / Conduttore / Anchor Man / Influencer,  si rende conto che tale figura è diventata un po’ desueta e rappresenta l’immagine di ciò che va abbattuto nella gerarchia della Società dello Spettacolo. Ciò non vuol dire che l’Autore di Contenuti/ l’Analista/lo Storico/il saggista Politico devono sparire , ci mancherebbe altro, ma vuol dire che la Produzione Politica su grande scala di Contenuti va fatta con proporzioni autorali e di No Copyright decisamente a favore delle ultime .

In sostanza uno dei ruoli contemporanei della Redazione Giornalistica Web è la Ricerca e la Raccolta in Rete di Contenuti già esistenti, prodotti da quell’immensa base dei propri simili anche (se talvolta) molto minori che sono un punto di forza e coesione e devono essere trovati e riproposti, nella loro interezza o sintetizzati comunque citando la Fonte originaria. Quindi un sano mix tra attività autorale e rinvenimento-raccolta di Contenuti altrui.  Diciamo 30/70 se non addirittura 20/80. 

 

Se a questo punto – io direi INEVITABILMENTE – ci si sposta dall’area locale italiana a tutto il mondo rinvenibile nel web, si scopre che esiste una quantità illimitata di Comunicazione/Informazione antagonista – realizzata anche da Fonti prestigiose e autorevoli quali Istituzioni Internazionali e/o gruppi accademici e/o ricercatori, i quali anticipano quasi sempre i temi del dibattito nazionale e anzi li affrontano in modi talvolta impeccabili . A questo punto il Raccoglitore, che già si è vestito di modestia e umiltà, se è in grado traduce da sè oppure “passa” la palla ad un segmento fondamentale della nuova comunicazione: i TRADUTTORI, che spesso sono molto più importanti dei Giornalisti banalotti e autoreferenziati. Alcuni Antagonisti in Italia già operano ricerca e traduzione ma invece di pubblicare integralmente le Fonti Internazionali le riassemblano e firmano la sintesi. Ciò di per sè non è male ma si giustificava quando lo spazio nei giornali e/o i tempi nei palinsesti erano risorse scarse e limitati . Oggi , il web autorizza spazi e tempi molto dilatati e quindi favorisce la pubblicazione integrale eventualmente corredata da sintesi. La tecnologia propone oggi strumenti di traduzione – specialmente di testo e sottotitoli – veloci e gratuiti, che certo non sono perfetti ma che bisogna imparare a usare al meglio.

   

L’ultimo ruolo fondamentale nella diffusione di Contenuti nel III MIllennio è la Condivisione,  attività la cui importanza giustifica una trattazione dedicata . 

 

LA CONDIVISIONE … NON E’ UNA CORTESIA 

MA UNA STRATEGIA  POLITICA.

 

La “CONDIVISIONE IN RETE“, è un tema tipico dell’Era Digitale, un tema che prima non esisteva in quanto tale perchè “condividere” senza il consenso degli Autori era semplicemente  vietato dalle norme sul Copyright. Se si decideva di “condividere” comunque, bisognava RIPRODURRE in qualche modo i Contenuti Analogici e o Digitali off-line. Oggi invece, con i Contenuti Digitali Online,  bastano pochi clicks ed è come avere (nel caso della Stampa) le rotative sempre in funzione o nel caso dei videos un accesso potenziale a tutti gli schermi collegati al web.  Il tema è salito alla ribalta con la nascita dei Social Media e dei Contenuti Generati dagli Utenti : a prima vista appare una questione semplice da affrontare , “se ti va fai due click…”. 

Ma invece rimanda a considerazioni molto più complesse. 

La prima cosa che voglio chiarire al riguardo è la sua straordinaria importanza “politica”. Si’ “politica”. 

Perchè ? 

Stiamo tornando a manifestare in Piazza … in passato i militanti affiggevano i manifesti di notte … poi ci si incontrava, si marciava insieme, si urlavano gli slogan. Qualcuno parlava da palchi traballanti , poi (talvolta) si andava a mangiare insieme con gli striscioni arrotolati sotto il tavolo; talvolta nascevano gli amori (come in “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola) , poi tutti a casa ad aspettare i dati degli organizzatori e della PS. Che di solito erano molto dissimili da quelli degli organizzatori.  

Ci sono state Manifestazioni meravigliose, poetiche e storiche, in cui il Popolo ha dimostrato unità e forza; e purtroppo ci sono state anche manifestazioni con i morti e feriti e gli “infiltrati” che ghignavano dopo aver acceso subdolamente le miccie degli scontri o aver offerto l’opportunità alla falsa attribuzione o rivendicazione.   

Oggi si fanno ancora le manifestazioni ma sono sempre più difficili da organizzare e gestire . 

 

Siamo stati molto più tempo a casa e  invece di incontrarci in piazza, ci siamo incontrati sui Social Media. Oggi c’è Zoom, c’è Skype, c’è Stream Yard e nel migliore dei casi c’è il livestreaming . 

Sinceramente non so se sia meglio o peggio. Per alcuni aspetti è meglio per altri è peggio. Però è cosi’ e bisogna rifletterci e farci i conti.

 

Da notare : in rete non ci contiamo autonomamente .  

I Numeri dei partecipanti alle nostre attività sono ( quasi sempre) resi noti dai “counter” dei Social Media : algidi, remoti, inaccessibili; assurdamente autorevoli e inoppugnabili anche se sappiamo che possono manipolare ogni dato. I Counter ci segmentano in : persone raggiunte, visualizzazioni, interazioni, commenti , likes di varia natura e grafica, pollici in alto, pollici in basso, followers, iscritti, etc… e ci collocano all’interno delle aree e definizioni preorganizzate : gruppi, pagine, profili, canali, etc… Ci riducono a Dati utili ai Controllori Sociopatici.      

Già una riflessione “politica” su questo fenomeno è in corso ma genera solo una sensazione di impotenza. Io vorrei andare oltre. Si sa che le molte segmentazioni citate sono  “paccottiglia da merceria” utile solo alle inserzioni pubblicitarie, roba favorevole al Neoliberismo, al narcisismo, all’esaltazione della quantità contro la qualità . Ciò non ostante  non si è ancora ben capito che un determinante aspetto “politico”,  favorevole al ribaltamento di prospettiva, è la misurazione di una “massa critica” e che tale massa critica è proporzionale soprattutto alla CONDIVISIONE dei contenuti. 

La CONDIVISIONE in rete. A questo punto: la circolazione “organizzata e forzata” di Contenuti verso amici e gruppi , iscritti e followers e dovunque si può pubblicare o chiedere di essere pubblicati , diventa un aspetto politico rilevante della Manifestazione del Dissenso. Esprime Solidarietà tra i soggetti coinvolti e assenza di Competitività finalizzata al perseguimento di obiettivi comuni e potenzialmente di massa.  

E’ ovvio che la Condivisione è/è stata praticata per motivi commerciali . La distribuzione in Rete di Pubblicità è la massima e più oscena pratica di Condivisione possibile. Ciò non toglie che non si debba usare lo stesso metodo per scopi politici più nobili .

L’Elite Digitale teme fortemente la CONDIVISIONE per scopi nobili… e infatti la limita sempre più nell’area della Libera Informazione. Nei primi anni dei Social network non era così. Youtube e Facebook consentivano di Condividere con un click  con “tutti” gli amici, i follower, gli iscritti, i gruppi e così via … poi lentamente e inesorabilmente queste funzioni sono state rattrappite … e oggi ogni Condivisione deve essere “manuale” , digitata una alla volta, fino ad un limite massimo che si va anch’esso riducendo . 

Cominciate a capire la funzione “politica” della Condivisione ? 

Se – idealmente – la libera informazione fosse condivisa non occasionalmente, non secondo il criterio “questo m’è simpatico e questo no” o ancor peggio come RISCHIA di succedere tra aspiranti leaders Sovranisti secondo il criterio “la mia libera informaziopne è meglio della tua libera informazione”, allora la costruzione di un Fronte Unitario sarebbe molto agevolata. La Libera Informazione, intesa come Bene Comune e non come ufficio stampa dell’uno o dell’altro,  non come ultima forma vanesia di un giornalismo da secolo scorso, circolerebbe fino a diventare “virale” (un brutto termine oggi) e la misurazione fra la Quantità di Consenso/Dissenso organizzato in Rete e quella organizzata dai Media Maistream, volgerebbe a netto vantaggio della prima.

SE il 50% della popolazione non va a votare significa che ci sono (quasi certamente) il 50% degli account Youtube e Facebook ( che nella sola Italia ammontano a circa 15 milioni) che sono potenzialmente raggiungibili in rete .    

Un buon numero di CONDIVISORI CONSAPEVOLI e ORGANIZZATI (non temo di affermarlo) genera risultati molto maggiori di quanto ne generi la qualità dei Contenuti . Quindi se si vuol raggiungere il Successo non bisogna limitarsi a produrre contenuti di qualità ma si DEVE : 

1) accogliere e  raccogliere dalla Rete tutto ciò che c’è di buono

2) ripubblicare con evidenza quanto raccolto facendo circolare nel miglior modo possibile i Contenuti Politicamente Rilevanti

Rifletteteci. 

C’è già molto da Condividere, non fatelo occasionalmente, nè per motivi “di parte”, consideratelo quale vostra partecipazione “politica” alla Manifestazione perpetua che si svolge in continuazione. 

Mezz’ora al giorno di condivisioni ragionate e avrete fatto il vostro dovere di appartenenti al Popolo di Attivisti che drizza la schiena mentre esercita i propri diritti e persegue i propri interessi. . 

Non so per quanto ancora potremo condividere. 

Il motto di Homo Sapiens/Glauco BENIGNI  è : “In rete abbiamo raggiunto un certo grado di libertà, ma agiamo in un territorio controllato da Nemici Occulti. Se diventi scomodo sparisci con un click” . Quindi Cautela. 

STUDIATE LA COSTITUZIONE, NON INQUINATE E SOPRATTUTTO COMPRATE ITALIANO.